Franjo Klopotan

Uno dei creatori di surrealisms in Croazia, ha accettato in Encyclopedia of Art croato, Franjo Klopotan e artista distintivo, molto evidenti di fuori dei confini della Croazia.

Introduzione

Il più giovane Franjo Klopotan, molto noto nelle vicine Austria e Germania, si distacca anche lui dall'iconica di Hlebine, non tanto nei contenuti formali, quanto nella struttura e nelle idee ispiratrici. Il suo è un mondo irreale, contenuto e piano, risolto con una scrittura comprensibile, ma sempre affascinante.

Egli non naviga le acque del surrealismo, ma quelle del sogno e di un tenero fantastico.

Tutto ciò che l'adulto ha trattenuto del mondo infantile e quanto rimane dei brandelli del sogno emergono e si configurano sui vetri e sulle tele di Klopotan come una realtá di mondi e vite extraterrestri e di lontananze preistoriche. Ma soprattutto il suo è il canto dell'immaginazione che ha memorizzato le fantasie splendide dell'etá miracolosa.

Perfino l'orrido, quando compare sui vetri dell'artista, è mitigato da una poesia coloristica e da un'atmosfera di paradiso terrestre, tanto da lasciarsi perdonare quell'ardimento che talvolta turba ed inquieta lo spettatore. Klopotan, allora, rifonda in qualche modo la pittura su vetro, con un'arroganza favolistica e straordinaria che non puo lasciare indifferenti; in più ridona quel senso di continuita e di sviluppo ad un'arte che erroneamente si vuole statica e temporale.

Renato Degni (Direttore Artistico della Mostra)

 

Nella pittura di Franjo Klopotan troviamo l'ele­mento fantastico. Si direbbe che le sue opere esprimano la conoscenza d'un altro mondo, quello dell'inizio, quando l'uomo non era così diverso dall'animale.

O forse di un mondo della fine, del finale apoca­littico, quando il cielo sarà percorso da mostri me­dioevali.
La fantasia di Klopotan è talmente fruttuosa, tal­mente immaginaria, che riesce a deformare anche quei dipinti nei quali anticipava la percezione: anche nei paesaggi della sua terra e nelle vedute delle città con­crete, il pittore s'abbandona alla ricchezza delle descri­zioni, perciò difficilmente ci è riconoscibile la realtà non dipinta, ma sperimentata.

I suoi quadri sono gremiti di animali e di figure umane che sembrano convenute per un misterioso ap­puntamento di cui non conoscono il luogo né la strada per trovarlo. Non è facile credere che la troveranno in un'arte la cui meta cosciente è sfuggire il soggetto reale.

(Da "I Naìfs Croati" di Vladimir Malekovic De Agostini - Novara)